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Tiziana Veglia dentro e fuori dal campo, con il cane Totò

Ha trascorso una stagione davvero entusiasmante, contribuendo alla promozione in serie A1 della Savallese Millenium Brescia. E ora, con una riconferma molto attesa, Tiziana Veglia è pronta per giocarsi la prossima stagione nella massima serie, con la neopromossa Leonessa.

Un risultato tanto lieto quanto inaspettato…

“Una promozione importante che assolutamente non ci aspettavamo affatto a inizio stagione. In realtà non ci abbiamo creduto fino alla penultima giornata. E’ stato una specie di miracolo”.

Una promozione che però vi siete conquistata su campo.

“Assolutamente sì, credo soprattutto per merito del gruppo che siamo. Un gruppo fantastico che credo sia difficile trovare altrove. Quando abbiamo iniziato eravamo quasi tutte nuove e non ci conoscevamo, ma creare l’affiatamento non è stato un problema”.

Come ti appresti a vivere questa esperienza in A1, la seconda per te?

“In passato ho avuto una esperienza nella massima serie a Bolzano, ma allora ero più piccola, Credo che prossimo anno la vivrò diversamente, anche se partirò dalla panchina e non come titolare. Ora, soprattutto a livello mentale, sono più consapevole dei miei mezzi”.

Cosa ti ha portato a calcare il taraflex?

Ho iniziato tardi, quasi per caso, quando avevo circa 11-12 anni, insieme a una compagna di scuola. Ma ci è voluto poco perché mi rendessi conto di quanto mi piacesse e decidessi di proseguire per quella strada. A 16 anni ero già nelle giovanili del Novara, con la B1, ma a volte ci allenavamo con la serie A o ci chiamavano per certe partite. Per me è stato quello il punto di svolta, il momento in cui ho capito che il mio futuro era il volley: uscendo di casa, approdando nel vivaio di una grande squadra, ho potuto vedere il mondo della pallavolo, quello vero. E me ne sono innamorata”.

Ciò nonostante non hai rinunciato a portare avanti i tuoi studi…

“Ho voluto continuare a studiare perché sappiamo benissimo che una carriera nella pallavolo non è eterna. Sto studiando economia aziendale, sebbene piuttosto con calma perché la pallavolo mi impegna molto. Mi mancano sette esami alla laurea”.

Quindi sai già cosa farai nella tua “prossima vita”, quando avrai finito con il volley?

“Sicuramente conto di restare nell’ambito dei miei studi, magari nel settore della gestione del personale o dell’organizzazione aziendale. Ma ancora di più mi piacerebbe coniugare i miei studi alla mia carriera sportiva, magari trovando lavoro come team manager o gestione marketing di qualche squadra. Invece non farei mai l’allenatrice, perché mi manca il carattere”.

A proposito di carattere: come sei nella vita?

“Molto determinata, esattamente come sono anche in capo. Inoltre sono una persona testarda: quando mi metto in testa una cosa devo raggiungerla a ogni costo. Sono una persona molto schietta e questo mi porta, in palestra, a dire quello che devo, senza peli sulla lingua. Una caratteristica non sempre facile da accettare, e anche per questo mi sento fortunata ad aver trovato questa squadra, dove mi sono sentita capita: avevo la responsabilità di vice capitano e questo mi ha responsabilizzato molto. E le altre ragazze hanno capito che se facevo delle osservazioni era per il bene di tutti”.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

“Quale tempo libero? C’è poco tempo per gli hobby, perché tra volley e studio sono impegnata tantissimo. Però adoro occuparmi del mio cagnolino, Totò: appena ho un po’ di tempo mi piace portarlo a fare addestramento. E’ un meticcio che ho trovato davanti al palazzetto e mi fa compagnia da un anno e mezzo”.

E i viaggi?

“Viaggiare mi piace molto: questa estate andrò a Mikonos con la mia amica e collega Valeria Caracuta, e successivamente in Toscana, nel podere della mia famiglia.

Chiudiamo parlando ancora di pallavolo: cosa ricordi con più emozione di quello che hai vissuto finora?

“Sicuramente un po’ tutte le partite di quest’anno, ma l’ultima in particolar modo. Un’altra stagione fondamentale per la mia carriera fu quella di A2 a Bolzano, squadra in cui arrivai a gennaio. Più che il campionato sentii molto la Coppa Italia, che mi sono giocate fino alla finale, e che poi avevamo vinto”.

Tags : lega pallavolo femminileLega Pallavolo Serie A FemminileSavallese Millenium Bresciaserie a1taraflexTiziana Vegliavolley
Laura Bosio

The author Laura Bosio

Ho iniziato a scrivere e a fotografare quasi per caso, in momenti diversi della mia vita, forse per rispondere ad un'esigenza comunicativa ed espressiva che premeva per uscire. Il giornalismo l'ho incontrato quando cercavo un lavoretto part-time, ma ci è voluto poco perché diventasse la mia vita: non l'ho più abbandonato. L'incontro con il giornalismo sportivo è invece più recente, anch'esso sopraggiunto per caso: ho iniziato ad occuparmi di volley per il quotidiano in cui già lavoravo ed è stato amore a prima vista. Mi occupo di scrivere articoli e di fare interviste video, raccogliendo i momenti più topici della partita e quelli immediatamente successivi. E la fotografia? Una passione che nasce da lontano, anche se l'idea di farne una professione è stata piuttosto casuale. Anche in questo caso è stato amore: quello per l'arte fotografica, per l'espressione attraverso le immagini. Un amore che ha continuato a crescere di giorno in giorno, spingendomi ad approfondire le mie conoscenze. Anche in questo caso, la fotografia sportiva è una delle scoperte più recenti; mi piace immortalare quegli istanti unici che lo sport ci sa regalare: quando la palla tocca le mani di un giocatore prima di partire veloce come un razzo verso il campo avversario o quando il punto viene messo a segno e sul viso del giocatore si dipinge quell'espressione unica, di forza e di adrenalina, che sembra voler dire: 'Non molliamo mai'.

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