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Siamo con Andrea Giani, allenatore della Revivre Axopower Milano e ti chiediamo un commento della partita (contro Calzedonia Verona) e se finalmente Milano ha ritrovato il proprio equilibrio dopo gli ultimi match disputati.

 
Siamo una squadra che sta crescendo parecchio e i match che abbiamo perso adesso sono partite al tie breack, dove in questo campionato niente è facile e niente è scontato. L’importante è avere la capacità, nella partita, se vinci o se perdi, di stare lì e noi lo abbiamo fatto. Questa sera abbiamo fatto un altro passettino in avanti nella qualità del gioco che porta a vincere, ma quello che è importante è che la squadra sia in crescita. Puoi perdere, ma quello che stiamo facendo adesso è stare in campo due ore e mezza, è una squadra che sta sempre trovando sempre di più trovando il proprio equilibrio e la propria identità.
 
La domanda ora è per Nicola Pesaresi, un commento sulla partita, come vi sentite voi della Revivre.
 
Siamo molto contenti, sono tre punti importanti per noi e per la classifica, anche perché nelle ultime due partite non abbiamo giocato male, ma siamo stati un po’ altalenanti e questo ha fatto sì che fossimo andati tutte e due le partite al tie break. Questa sera siamo andati bene e non è stata una partita facile perché Verona è una buonissima squadra e quindi siamo felici per il risultato e i tre punti.
 
Tu come ti senti ad essere sceso dall’altra parte del campo rispetto alla tua vecchia società, ex compagni?
 
Mi ha fatto sicuramente piacere, ho salutato tutti, compagni, staff e società. Mi ha fatto piacere rivederli, però quando si gioca poi ognuno pensa alla sua squadra e alla vittoria.
Tags : Andrea GianiintervistaNicola PesaresiRevivre Axopower MilanoSuperlega Credem BancaVolley A1 Maschile
Laura Antonini

The author Laura Antonini

Varesotta di nascita e di cuore, milanese adottiva da diversi anni. A Varese ho iniziato a giocare a pallavolo nel campetto dell’oratorio per passare poi in varie squadre dove sono cresciuta, sognando in grande con qualche amica e compagna, ammirando “a distanza” i grandi giocatori -in particolare quella che fu la Sisley Treviso e la nazionale maschile dei primi anni 2000. La vita poi mi ha portato a Milano dove lavoro come educatrice e continuo a giocare. Ho sempre amato il clima “da spogliatoio”: la condivisione di traguardi sportivi e personali, le “paste” e le bevute, i commenti post partita o allenamento, i racconti, le confidenze, le fatiche e i dispiaceri. La mia professione mi permette di usare vari strumenti e tra questi non mancano la scrittura, la fotografia e lo sport. La scrittura è raccontare e raccontarci. La fotografia è cogliere l’attimo, ma ricordarsi di guardare coi propri occhi prima di scattare. Lo sport è impegno, dedizione, fatica, vittoria, ma anche sconfitta, conoscenza dei propri limiti, ma anche delle proprie potenzialità. Oltre alla pallavolo ho spesso seguito il basket -sport praticato da mio fratello- e la ginnastica artistica.

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