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I sei allenatori delle Nazionali che parteciperanno alla final six (foto FIVB)

Liberate i cani” è l’urlo che sta accompagnando i nostri Azzurri durante questi Mondiali che stanno vedendo l’Italia come protagonista indiscussa. Italia che non ha mancato di stupire anche a Milano, all’interno di un Mediolanum Forum che può vantare un altri sold out e non per concerti o per le partite dell’Olimpia Milano; questa volta è il “popolo del volley” che ha risposto alla chiamata.

Gli Azzurri sono scesi in campo contro la Finlandia, Russia e Olanda. Anche in queste tre sere è stata un’Italia che ci è piaciuta. Contro la Finlandia tutto liscio, una partita semplice, ma che non è stata sottovalutata da Zaytsev e compagni, i quali hanno mantenuto la testa in campo e hanno guidato il match con il loro ritmo di gioco.

Diversa è la situazione per la partita contro la Russia. L’Italia è partita benissimo, molto carica e il primo set è stato a favore del team di Blengini. Ma la Nazionale Russa non si è lasciata intimorire e ha mostrato di che pasta è fatta e ha ribaltato la situazione. Il secondo e terzo set sono stati nettamente a favore della Corazzata Russa, campioni d’Europa in carica. Il match è stato caratterizzato da un Ivan Zaytsev che ha fatto fatica a entrare in partita, Pippo Lanza che non è riuscito a mantenere la concentrazione e centrali poco incisivi a muro. Sì, il muro è un elemento che è mancato completamente dalla parte azzurra, così come sono stati tanti gli errori in battuta.

Fortunatamente si è tirata fuori la grinta ed è arrivata la reazione vincente degli Azzurri che si sono guadagnati il quarto set e hanno portato il match al tie break.

Il tutto si è concluso con la vittoria della Russia, ma l’Italia si è comunque qualificata come prima nel proprio girone e quindi con il biglietto di andata per Torino, tra le squadre che giocheranno la Final Six.

E proprio per questa certezza ottenuta, nella partita contro Chicco Blengini ha schierato le seconde file contro l’Olanda, coloro che per tutto il torneo sono sempre stati pronti a entrare e sostenere i propri compagni da fuori il campo. Il Coach li ha chiamati e non hanno deluso lui e nemmeno il pubblico presente.

L’inizio è stato difficoltoso, gli Azzurri in campo erano piuttosto macchinosi e poco incisivi. Ma la situazione è stata poi ribaltata nettamente, sono rientrati nel secondo set con una nuova grinta e hanno incantato il Forum di Assago. Un’ottima prestazione da parte di Baranowicz alla regia, Randazzo e Maruotti ai lati, Candellaro e Cester al centro, Nelli in posto due e Totò Rossini in difesa. Si sono divertiti, hanno fatto divertire e innamorare il pubblico sia del forum che quello di casa.

Dopo la tappa milanese, appunto, l’Italia si è qualificata per la FInal Six che si svolgerà a Torino. La sorte ha voluto che le prossime due sfidanti siano la Serbia e la Polonia, mentre nell’altro girone si sfideranno Stati Uniti, Brasile e Russia.

Sei nomi di alto calibro nella storia della pallavolo mondiale e sicuramente quella di Torino sarà una fase molto intensa e ricca di colpi di scena.

L’appuntamento è per questa sera per tifare gli Azzurri nel primo match che li vede scendere in campo contro la Serbia, contro giocatori che conosciamo bene poiché militanti nel nostro campionato e compagni di squadra dei nostri beniamini, tra cui Atanasijevic e Podraskanin a Perugia, Kovacevic a Trento e da quest’anno, con lui, anche Lisinac, Cirovic a Padova e Petkovic a Sora. E questi giocatori sono sotto la guida di Nikola Grbic, uno dei giocatori che ha fatto la storia della pallavolo e che ritroveremo nei nostri palazzetti alla guida della Calzedonia Verona.

Insomma, si prospetta un match acceso per inaugurare la fase finale di questo torneo. State sintonizzati!

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Laura Antonini

The author Laura Antonini

Varesotta di nascita e di cuore, milanese adottiva da diversi anni. A Varese ho iniziato a giocare a pallavolo nel campetto dell’oratorio per passare poi in varie squadre dove sono cresciuta, sognando in grande con qualche amica e compagna, ammirando “a distanza” i grandi giocatori -in particolare quella che fu la Sisley Treviso e la nazionale maschile dei primi anni 2000. La vita poi mi ha portato a Milano dove lavoro come educatrice e continuo a giocare. Ho sempre amato il clima “da spogliatoio”: la condivisione di traguardi sportivi e personali, le “paste” e le bevute, i commenti post partita o allenamento, i racconti, le confidenze, le fatiche e i dispiaceri. La mia professione mi permette di usare vari strumenti e tra questi non mancano la scrittura, la fotografia e lo sport. La scrittura è raccontare e raccontarci. La fotografia è cogliere l’attimo, ma ricordarsi di guardare coi propri occhi prima di scattare. Lo sport è impegno, dedizione, fatica, vittoria, ma anche sconfitta, conoscenza dei propri limiti, ma anche delle proprie potenzialità. Oltre alla pallavolo ho spesso seguito il basket -sport praticato da mio fratello- e la ginnastica artistica.

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