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Jole Ruzzini in una foto di due stagioni fa, con la maglia della Sanitars Metalleghe Montichiari (Foto Muliere)

Dopo un anno trascorso a giocare nel massimo campionato francese, più precisamente a Cannes, Jole Ruzzini ritorna in Italia, dove giocherà come libero tra le fila della Ubi Banca San Bernardo Cuneo, squadra esordiente in serie A1, in un campionato che si preannuncia impegnativo e di altissimo livello. E di questo è ben consapevole Jole, felice di ritornare in patria per giocarselo fino in fondo.

“Le esperienze che ho fatto all’estero, ultima in ordine cronologico quella francese, le ho fortemente volute, in quanto sono convinta che mettersi in gioco al di fuori del proprio Paese consenta ad un giocatore di arricchirsi molto” racconta la 34enne sarda. “Ciò detto, l’Italia è sempre casa. Ma soprattutto, qui c’è un bellissimo campionato da giocare, che vanta le squadre più forti, la pallavolo più bella, nonché la possibilità di confrontarsi con tanti campioni. Insomma, credo che sia uno dei campionati più emozionanti in cui si possa giocare e per questo sono contenta che Cuneo mi abbia dato questa possibilità”.

Cosa ti ha colpito della proposta di Cuneo?

“E’ una società molto ambiziosa, che si è distinta per la sua volontà di prendere parte alla massima serie, di esserci, di volersela giocare fino in fondo, senza lasciarsi intimorire dai giganti di questo campionato. Anche l’allenatore (Pistola), sebbene non abbia mai lavorato con lui prima, mi convince, perché i giocatori che lo hanno fatto me ne hanno sempre parlato bene”.

Cosa ricordi della tua esperienza francese?

“Sicuramente mi ha dato molto. Il lato positivo del giocare all’estero è il potersi confrontare con qualcosa di diverso da quello a cui si è abituati. Io sono da sempre dell’idea che siano esperienze positive e un arricchimento culturale e personale: la città mi ha accolto con grande calore. Inoltre mentre ero a Cannes ho frequentato una scuola di Francese e la mia padronanza della lingua è migliorata parecchio, anche se comunque lo staff era italiano quindi parlavamo spesso in italiano durante gli allenamenti. A livello umano mi sono trovata benissimo con tutte le ragazze della squadra”.

Del resto i risultati ottenuti sono stati decisamente importanti…

“Assolutamente sì. Sapevo già dall’inizio, quando mi contattarono, che si trattava di una società importante. Però quando porti a casa i risultati la soddisfazione è grande. E in questo caso non sono mancati: abbiamo vinto la Coppa di Francia e siamo arrivati in finale di campionato, persa per 3 a 2 ma molto combattuta. Tuttavia, rispetto al campionato italiano, dove tutte le squadre hanno tutte un livello altissimo di volley, quello Francese conta le prime 4-5 squadre molto forti e con un gran distacco rispetto alle altre”.

Dunque cosa ti aspetti da questo campionato italiano che ti appresti a giocare?

“Senza dubbio che sarà di altissimo livello, molto competitivo, con squadre forti e ben attrezzate. Per il resto, non mi piace fare proiezioni, preferisco giocare e vedere cosa succede. L’importante per noi sarà  creare un gruppo affiatato e la giusta atmosfera, lavorando insieme in palestra cercando di centrare l’obiettivo”.

Ma parliamo di cose più personali: recentemente hai festeggiato il tuo primo anno di matrimonio con Keky Cadeddu… come è stato, visti anche i rispettivi impegni lavorativi?

“Francesco faceva il secondo allenatore a Piacenza mentre io giocavo a Cannes, dunque come sempre ci accade ogni anno abbiamo viaggiato tantissimo per riuscire a vederci. Ogni volta che avevamo un giorno libero prendevamo l’auto per raggiungerci, o almeno per trovarci a metà strada. La nostra fortuna è che facciamo lo stesso tipo di lavoro e quindi capiamo perfettamente le rispettive esigenze. Inoltre ci confrontiamo molto tra noi. Ma soprattutto siamo entrambi orgogliosi del lavoro dell’altro”.

E quest’anno la distanza sarà molta?

“Decisamente sì, perché lui va a fare il secondo in Russa. Tuttavia Keky ha tanti amici a Cuneo, dove ha fatto il secondo, vincendo il suo primo scudetto, la supercoppa e la coppa Italia. Dunque lì ritrovo tante persone amiche, e conosco già la città attraverso i suoi racconti entusiastici. Tutto questo mi fa pensare che in fondo che abbiamo trovato il giusto incastro, e credo questo sia molto positivo”.

Del resto tu mi sembri una persona che trova sempre il lato positivo delle cose…

“Si, sono portata a credere che ci sia una soluzione a tutto. Mi piace molto quello che faccio e ho avuto la fortuna di essere riuscita a trasformare una grande passione nella mia vita, in cui la pallavolo è infatti presente in ogni ambito”.

Ma tra una partita e l’altra, avete pensato di mettere in cantiere un futuro piccolo pallavolista?

“Quello di fare un figlio è senza dubbio uno dei passi che in futuro faremo, e ne abbiamo parlato fin dall’inizio. Keky tuttavia non mi chiederebbe mai di smettere di giocare e per il momento io ho ancora voglia di mettermi in gioco e di vincere. Poi però sarà senza dubbio una delle tappe della nostra storia. E il loro destino è già scritto: quando arriveranno, i nostri figli ci seguiranno nei campi di pallavolo”.

Tags : jole ruzziniLega Pallavolo Serie A FemminilePallavolotaraflexUbi Banca San Bernardo Cuneovolley
Laura Bosio

The author Laura Bosio

Ho iniziato a scrivere e a fotografare quasi per caso, in momenti diversi della mia vita, forse per rispondere ad un'esigenza comunicativa ed espressiva che premeva per uscire. Il giornalismo l'ho incontrato quando cercavo un lavoretto part-time, ma ci è voluto poco perché diventasse la mia vita: non l'ho più abbandonato. L'incontro con il giornalismo sportivo è invece più recente, anch'esso sopraggiunto per caso: ho iniziato ad occuparmi di volley per il quotidiano in cui già lavoravo ed è stato amore a prima vista. Mi occupo di scrivere articoli e di fare interviste video, raccogliendo i momenti più topici della partita e quelli immediatamente successivi. E la fotografia? Una passione che nasce da lontano, anche se l'idea di farne una professione è stata piuttosto casuale. Anche in questo caso è stato amore: quello per l'arte fotografica, per l'espressione attraverso le immagini. Un amore che ha continuato a crescere di giorno in giorno, spingendomi ad approfondire le mie conoscenze. Anche in questo caso, la fotografia sportiva è una delle scoperte più recenti; mi piace immortalare quegli istanti unici che lo sport ci sa regalare: quando la palla tocca le mani di un giocatore prima di partire veloce come un razzo verso il campo avversario o quando il punto viene messo a segno e sul viso del giocatore si dipinge quell'espressione unica, di forza e di adrenalina, che sembra voler dire: 'Non molliamo mai'.

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