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Agli albori degli anni Novanta, l’indimenticabile Sandro Ciotti, conduttore de “La domenica sportiva”, aveva attribuito un appellativo alla co-conduttrice del programma, la biondissima e sorridente Maria Teresa Ruta, presentandola come «Il sorriso che non conosce confini».

E proprio in quegli anni nasceva a Milano la protagonista della nostra chiacchierata: stiamo parlando di Giada Cecchetto, classe 1991, tra le protagoniste sul taraflex rosa già da diverse stagioni nella massima serie nazionale nel ruolo di libero.

Vi domanderete che nesso ci sia tra la Cecchetto e la Ruta; la risposta è presto data: quello stesso «sorriso» sempre acceso sul volto della Ruta potreste ritrovarlo «senza confini» sul volto di Giada, e lei ne è ben consapevole, tanto da sfoggiarlo nelle più svariate occasioni: «Il sorriso è un mio marchio di fabbrica, lo trovo essenziale sia in quei momenti più ostici da superare perché infonde coraggio e speranza, sia negli attimi in cui bisogna necessariamente esultare e sfogare la propria gioia dopo un bel punto conquistato o dopo una meritata vittoria».

Se sul rettangolo di gioco la sua zona di competenza è la seconda linea, in giro per il bel Paese Giada ha calcato diversi taraflex: Giaveno, Corato, Piacenza, Casalmaggiore, Caserta, Legnano, Soverato, Orvieto e Perugia: ma il percorso di Giada non si ferma qui e il prossimo anno la ritroveremo nella Megabox Vallefoglia, in quel hinterland pesarese che tanto ha dato nel passato al volley rosa e che tanto darà, visto l’ottimo roster che sta realizzando: «Non vedo l’ora di riprendere gli allenamenti e di riappropriarmi di quelle emozioni che contraddistinguono il mio quotidiano; inoltre, quest’anno anche vivere emozioni che da sempre hanno contraddistinto questa terra – aggiunge – con persone come Piero Babbi, il mio nuovo direttore sportivo, che tanto ha fatto in passato per la gloriosa Scavolini Pesaro, conquistando scudetti, Supercoppe e trofei europei».

In campo con lei, proprio in queste ore si è aggiunta una sua amica, Dayana Kosareva: «Con Dayana non è mai capitato di giocare nella stessa squadra, ma siamo amiche, tanto che appena i dirigenti mi hanno avvisato della sua presenza l’ho sentita, felice della sua scelta».

«Ho avuto la fortuna e il privilegio di giocare insieme a tante giocatrici che hanno fatto la storia della pallavolo non solo italiana ma mondiale, basti pensare alla “Picci” (ndr Piccinini) con cui indelebile è il ricordo della vittoria della Champions nella rosa Pomì Casalmaggiore, oppure a Serena (ndr Ortolani), di cui ho scoperto avere un carattere molto simile al mio e da cui ho appreso tanto sia sul taraflex e sia nella vita di tutti i giorni». E aggiunge: «Ogni atleta che ho incontrato nel mio percorso mi ha sempre trasmesso qualcosa in più, arricchendo il mio bagaglio personale, anche perché non si smette mai di imparare».

Se tante sono state le compagne di squadra, tanti anche gli allenatori con cui ha condiviso le fatiche quotidiane degli allenamenti e degli impegni agonistici: «Indubbiamente ho avuto la fortuna di incontrare nel mio cammino allenatori di grandissimo prestigio, ognuno con il proprio carattere e bagaglio tecnico, passando dalla “scientificità” di Barbolini alla “creatività” di Mazzanti».

Tanti i momenti vissuti da Giada Cecchetto e tanti altri ancora da vivere, ma spesso ci sono delle occasioni che passano agli annali degli almanacchi e della storia di questo sport: Giada ce ne racconta uno che ricorda con il suo solito solare sorriso (e in questa occasione ci sta tutto): «Nella seconda partita del campionato appena conclusosi, ancora non abituate a vedere gli spalti vuoti, e l’unica voce che senti è quella dello speaker, in occasione della partita con Scandicci, durante il primo tempo su un recupero della mia diretta “avversaria” (il libero della squadra toscana, Enrica Merlo ndr), la palla scende sul nostro campo toccando la linea e consentendo il punto a loro». Un evento straordinario, vedere un libero che fa punto. Ma l’evento diventa ancor più straordinario se nella stessa partita, come se Enrica avesse lanciato il “guanto di sfida” a Giada : «un punto su un recupero lo faccio anche io, ma questa volta – Giada sorride sorniona –  facendo cadere la palla in pieno campo avversario».

A questo punto, non resta che aspettare il ritorno in campo, ma soprattutto un ritorno alla normalità, che Giada individua in una “nuova normalità” e specialmente ciò che Giada, così come tutti gli atleti non solo del volley ma di qualsiasi altro sport, un ritorno dei tifosi, che «oltre alla loro presenza fisica ci trasmettono colori, calori, suoni ed emozioni, che in questo ultimo anno e mezzo di Covid sono state le assenze che più si sono fatte sentire per chi come noi fa questo tipo di attività».

Ringraziamo i fotografi Serena Campagnola, Massimo Bandera, Filippo Rubin e Maurizio Lollini per le foto realizzate e riportate in questo articolo

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Roberto Muliere

The author Roberto Muliere

Sono Roberto, vivo e lavoro a Mantova e sono il fondatore di questo sito, nato da una passione che giorno per giorno mi restituisce soddisfazioni e gratificazione, la passione per la fotografia! Se vogliamo dirla tutta, la mia prima passione era ed è rimasto lo sport, quell’insieme di fatica, impegno, dedizione e aiuta a dare potenza ed energia a virtù personali quali equilibrio, coraggio e rispetto per gli altri. Perché non fondere insieme queste due grandi passioni? Così è nato Photosport capitanato da me e da fantastici collaboratori che ogni giorno alimentano questo progetto. Il mondo dello sport mi ha portato a conoscere la fotografia sportiva e tutta l’emozione di congelare un movimento durante la frenesia del gioco. Amo la mia reflex e amo fotografare, per questo ho iniziato a condividere la mia passione agli altri. Tutto questo è solo una mia grande passione che mi porta a seguire le partire di basket, volley, pallamano… in maniera ravvicinata. Spero che questo progetto sia sono fondamenta per quello che in futuro potrà essere un vero e proprio grattacielo.

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