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Inutile negarlo: quando si parla di moto, soprattutto di quelle da corsa, di piste, odore di miscela, additivi, l’accostamento con il genere maschile è immediato e quasi esclusivo.

Scoprire quindi che, sollevata la visiera dell’integrale, quegli occhi verdi e quei lineamenti delicati appartengono ad una donna, suscita nell’osservatore come minimo curiosità.

Se poi “quella ragazza lì” non disdegna tagliare il traguardo per prima, lasciandosi dietro tutti gli altri concorrenti… allora stiamo parlando di Giorgia Bonadiman!

 

Abbiamo incontrato Giorgia all’Autodromo di Franciacorta in occasione del “Terzo Meeting Epoca in Pista FMI 2018“, prima di montare in sella per le prove libere della gara che l’avrebbe vista primeggiare nella categoria “Vintage mini” in sella alla sua “Minarelli 50cc” e gentilmente ci ha concesso qualche minuto, raccontandoci di lei e della sua passione, tenendo fuori – forse per scaramanzia? – proprio la gara dell’indomani.

 

Poco più che quarantenne – ma ne dimostra la metà – Giorgia è nata a Isola della Scala, in provincia di Verona e già a 14 anni, come tutti gli adolescenti, sognava di avere un motorino. “Poi all’età di 16 anni ho preso la patente da privatista per la moto, senza avere nessun veicolo ancora, ma era per me importante averla. Io sono del 1976 e pensa che già allora i ragazzi restavano  sbalorditi perchè era una donna a volere la patente della moto, tanto che allora gli dicevo che prendevo quella del trattore, così erano meno sorpresi. Poi ho preso il mio primo 125 e ho proseguito anche con altre cilindrate fino alla 600 cc.”

 

Giorgia, d’accordo la moto e la passione per le 2 ruote, ma tra l’andare in giro in moto per diletto e correre in pista, per di più con una moto d’epoca, c’è una gran bella differenza… vuoi svelarci il segreto?

“Tutto è iniziato con il mio compagno Paolo, grande appassionato di moto che già da ragazzino “preparava” i motorini, poi gli scooter e ora questi 50ini, oltre che ad essere un gran pilota anche lui, perché mi ha insegnato praticamente a guidare! Un giorno, parlando di moto del passato, mi raccontava del motore due tempi e ne sono rimasta affascinata, perchè non avevo mai provata una moto a “2 tempi”. La curiosità e questo fascino corredato dal ricordo del profumo della miscela, mi ha portato a cavalcare su strada una Suzuki 250 RGV gamma 2 tempi (una moto che da ragazzina vedevo sempre passare davanti a me, mentre ero alla fermata dell’autobus per andare a scuola…quasi un sogno realizzato) e allo stesso tempo, curiosando un po’ nei meeting d’epoca, mi faceva notare che esisteva una categoria di piccole cilindrate, oramai scomparsa e di quanto queste fossero veloci e difficili allo stesso tempo da guidare. Mi hanno veramente colpito e da allora, quasi per gioco, per Paolo è divenuta una sfida nel preparare il motore, perchè un 50ino è difficile da far andare e per me una sfida nel saperlo guidare”.

 

“2 ruote” sempre, o fuori dalla pista meglio la comodità di 4 ruote?

“Due ruote forever…fuori per una passeggiata all’aria aperta e in pista per dare il massimo in sicurezza.”

 

Quindi, la tua “zavorrina” – che in questo caso sarebbe il tuo “zavorrone”, inteso per il tuo compagno Paolo – si fida del pilota?

“Ovviamente no… ma è un problema suo, comune comunque a quasi tutti gli uomini che guidano una moto.”

 

Saremmo rimasti volentieri a conversare con Giorgia, ma il momento di scendere in pista si avvicina, Paolo ha già messo in moto la “Minarelli 50” e lei deve indossare tuta, stivali ed integrale.
Ci congediamo con un arrivederci al prossimo successo!

Tags : auto e moto d'epocaCircuito FranciacortaFMIGiorgia Bonadimanintervista
Pierangelo Gatto

The author Pierangelo Gatto

Sono un “giovane” sessantenne, da oltre 50 anni a contatto con lo sport, prima praticato agonisticamente - tennis, pallavolo, vela – e successivamente da arbitro nazionale – pallavolo e pallamano. La fotografia è sempre stata una delle mie passioni, conservo ancora gelosamente la mia prima reflex e l'avvento del digitale ha sviluppato ancora di più questa passione. Pur spaziando tra vari generi fotografici, dalla macro all'avifauna, eventi, concerti e ritratti, forse per i trascorsi sportivi, ho sempre prediletto la fotografia d'azione e da qualche anno dedico la maggior parte dei miei scatti a manifestazioni aeree o “traffico aereo” in generale (il cosiddetto “Spotting”) e manifestazioni sportive.

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