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Paola Paggi da Ivrea provincia di Torino, centrale della Nazionale Italiana Campione del Mondo a Berlino 2002, a 41 anni, nella “sua” Bergamo dove ha vinto tutto, decide di smettere di giocare a pallavolo e cambiare vita dedicandosi al proprio lavoro e ad un nuovo progetto con “Individual Volley School”.

 

 

Paola, parlaci un pò di cosa stai facendo adesso dopo una vita da giocatrice di pallavolo calcando i parquet di tutt’Italia e del mondo…

 

Principalmente lavoro a Riccione, ho due locali un’ enoteca ed una bottega che mi tengono impegnata la maggior parte del tempo.

Da poco ho iniziato una collaborazione con Asd Da Campioni di Torino che con  Individual Volley School ha come obiettivo quello di mettere a disposizione di giovani ragazzi e ragazze la mia esperienza di quasi 30 anni di carriera.

Questa scelta perchè non volevo allontanarmi totalmente dal mondo della pallavolo e in futuro magari se dovesse andare bene ci sarà la possibilità di praticarla anche vicino a casa,  perchè io abito a Cervia da ormai 16 anni.

L’obiettivo è portare questa Scuola in tutte le società di pallavolo per dare un qualcosa in più ai giovani atleti che vogliono migliorare in tutti i fondamentali.

In più seguo la squadra di serie B2 femminile del Volley Cervia dove dò una mano tecnicamente e mentalmente alle ragazze grazie al corso di mental coach della Ekis che finirò la prossima estate.

 

 

Bene!E’ una grande notizia… la tua esperienza serve tanto ai nostri giovani atleti in questo nuovo mondo del volley che è cambiato molto…hanno bisogno di una guida…

 

Mi rendo conto che servirebbe molto più che una volta a settimana qui a Cervia e più che una volta al mese a Torino ma non posso perchè devo lavorare e farlo solo e sempre per passione risulta impossibile.

 

 

Hai appena iniziato quindi ad allenare, non è la stessa cosa stare in campo, dare l’esempio ed essere fuori ad insegnare…

 

Si è complicatissimo, tant’è vero che la mia idea è sempre stata quella di non allenare!

Perchè è talmente fondamentale ed importante il ruolo dell’ allenatore che se non lo puoi far bene è meglio lasciare stare.

Tantissime persone mi hanno chiesto di allenare, di fare qualcosa per i giovani, di mettere la mia esperienza a disposizione, così mi sono resa conto che avrei potuto provarci, ed eccomi qua!

 

Le dico…

“Lasciare qualcosa di tuo a qualcuno è bellissimo, hanno fatto bene a chiedertelo!” …ridiamo!

 

Si è bello anche se difficilissimo perchè la mentalità è cambiata, ma devo dire che soprattutto nell’ Individual Volley School ho la fortuna di seguire ragazzi/e già predisposti al sacrificio, preparati a migliorare perchè scelgono loro di frequentare i corsi, quindi il mio compito è un pò più semplice.

In una squadra questo invece non succede, tanti giocano a pallavolo solo per passatempo e per stare in compagnia, lì è più difficile riuscire a raggiungere obiettivi, ma ci si prova comunque!

Per ora mi seguono, cercano di applicare le cose che dico ed i miglioramenti arrivano, c’è soddisfazione.

 

Ti manca il campo?

 In realtà poco, non sono ancora andata a vedere delle partite…

Mi manca la squadra quella sì! Lo spogliatoio, le ragazze, il gruppo…il condividere nel bene e nel male le situazioni che è la cosa bella dello sport.

 

Essere parte di qualcosa, quello mi manca!

 E l’agonismo della partita, so che non lo troverò mai più da nessuna parte anche se adesso mi sto allenando a tennis, sto facendo altre attività a livello sportivo, ma la partita per  il momento non mi manca.

 

 

Come hai cominciato a giocare a pallavolo?

 Ho cominciato guardando i cartoni animati di “Mimì” e “Mila e Shiro”

Le dico…

“Anche tu!!!” e ridiamo!

 

Con le amiche ho fatto le giovanili ad Ivrea e poi dal 1991 al 1996 a 15 anni vado a giocare nello Sprint Volley Candelo in provincia di Biella dove conquistiamo la promozione in B1.

Nel 1996 sono a Vicenza in A2 dove la stagione successiva vinciamo la Coppa Italia e raggiungiamo la promozione in A1 con Atanas Malinov in panchina il padre di Ofelia (Lia) Malinov.

Nelle stagioni successive sempre a Vicenza nonostante il continuo cambio di allenatori vinciamo contro Bergamo sia la SuperCoppa Italiana che la Coppa Cev con giocatrici del calibro di Darina Mifkova, Elisa Togut, Malgorzata Glinka, Maja Poljak.

 

Ecco nel 2002 vieni ingaggiata da Bergamo dove vinci tutto da Capitano : 2 Scudetti, 2 Champions League, 1 Coppa Italia, 1 SuperCoppa Italiana e 1 Coppa Cev.

Parlaci un pò di quella squadra…

 Quando sono arrivata a Bergamo la società era in rivoluzione, in panchina c’era Mario Di Pietro, Maurizia Cacciatori capitano, Carmen Turlea, Francesca Piccinini, Liouba Sokolova Kilic tra le giocatrici di spicco.

Siamo arrivate in semifinale scudetto e terze in Champions League, una stagione di transizione per poi tornare a vincere con Giovanni Caprara l’anno dopo con la Coppa Cev e quel fantastico scudetto in gara 5 contro Novara, una rimonta incredibile! Sotto 0-2 annullati 5 match ball tra gara 3 e 4, poi davanti ai nostri tifosi vinciamo il sesto scudetto della storia di Bergamo. C’erano le registe dell’est Iryna Zhukova e Kasia Gujska, Francesca Piccinini, Maja Poljak, Angelina Gruen, Jenny Barazza, Manuela Secolo, Liouba Sokolova Kilic, una giovanissima Serena Ortolani.

Nella stagione 2004/2005 la rosa rimane pressocchè invariata arriva Paola Croce, vinciamo la SuperCoppa Italiana e la Champions League in finale contro Novara…

Alzo la coppa al cielo da Capitano! Che emozione!

 

La stagione successiva (2005/2006) arriva Marco Fenoglio in panchina e Leo Lo Bianco in regia, Riikka Lehtonen al posto di Sokolova. Facciamo l’accoppiata Scudetto-Coppa Italia entrambe vinte contro Jesi.

Nel 2006/007 alzo ancora la Coppa dei Campioni al cielo!

A Zurigo contro la Dinamo Mosca vinciamo 3-2 con Angelina Gruen Mvp, Francesca Piccinini miglior schiacciatrice e Leo Lo Bianco miglior alzatrice.

 

Facciamo un passettino indietro…Nel 1999 arriva la tua prima convocazione in Nazionale, collezioni 232 presenze e vinci 1 bronzo europeo, 1 argento europeo, 1 bronzo World Gran Prix e quell’oro mondiale a Berlino 2002 con una squadra fenomenale: Leggeri, Piccinini, Lo Bianco, Rinieri, Cardullo, Togut, Mello, Anzanello, SanGiuliano, Borrelli e Mifkova tua carissima amica…

 E’ stato tutto inaspettato, alla vigilia del mondiale non eravamo sicuramente le favorite per il titolo.

Abbiamo vinto la finale 3-2 contro gli Stati Uniti di Prikeba Phipps, Stacy Sykora, Logan Tom, Danielle Scott, Heather Bown, Tayyiba Haneef.

La vittoria è arrivata dopo anni di duro lavoro, sacrifici, batoste prese…perchè ci allenavamo tantissimo senza sosta, ben diversi i metodi di un tempo credetemi!

Anni di lavoro pesante sia mentale che fisico, ripagato giustamente perchè avevamo una tecnica superiore, ci mancava solo la vittoria e un pò di fiducia.

Mi ricordo che solo per 1 set siamo passate alla fase finale e poi ci siamo sciolte, ci vuole anche un pò di fortuna, in più siamo riuscite a trovare la giusta amalgama nel momento del gioco nonostante i problemi che c’erano all’interno della squadra, perchè era difficile essere tutte amiche.

Questa è stata la nostra forza!

 

 Un ricordo per Sara Anzanello presente anche lei a quel mondiale…

Ho giocato con lei a Novara e in nazionale… la ricordo sempre molto solare, disponibile e positiva, ci vedevamo ogni tanto al di fuori della pallavolo.

E’ stata una bella mazzata perchè non me l’aspettavo, sapevo che era in condizioni di salute non brillanti ma non credevo che nell’ ultimo periodo si fosse aggravata così tanto.

La ricordo con grande affetto e sempre col sorriso.

 

Da Bergamo a Novara (2007/2010) dove vinci la tua terza Coppa Cev e vieni premiata come miglior muro della manifestazione…

Che esperienza è stata? L’ allenatore era Luciano Pedullà giusto?

 Luciano Pedullà è arrivato a metà anno dopo il serbo Dejan Brdovic…

 Le dico

” Hai sempre cambiato un sacco di allenatori, sono andati, son venuti, a metà stagione, cavoli!…non è semplice in una squadra!”

Lei:

“E’ per questo che ti dico che l’allenatore è veramente un ruolo complicatissimo e sono sempre stata un pò restia a farlo!”

ridiamo…

Le dico

” Ti capisco, sei stata toccata proprio sul vivo!” ridiamo ancora…

 Volevo stare a Bergamo! Era casa mia!

Il primo anno è stato molto difficile per me…siamo arrivate in semifinale play off scudetto battute da Pesaro e terze in Champions League.

Dopo ho fatto 2 anni stupendi, ho conosciuto bene Paola Cardullo con la quale tutt’oggi ho rapporti di amicizia,  Margareta Kozuch, Lindsey Berg, Logan Tom, Katarzina Skowronska, Jenny Barazza, Natasa Osmokrovic, Manon Flier… tutte grandi campionesse e compagne di squadra.

In campionato e in Coppa Italia il secondo anno arriviamo in finale sempre contro Pesaro di Carolina Costagrande, Francesca Ferretti, Martina Guiggi, poi perse entrambe, superando in semifinale proprio Bergamo in una serie pazzesca, per me è stata un pò una rivincita contro di loro.

Vinciamo la Coppa Cev contro la squadra russa dell’ Uralocka 3-0.

L’ultimo anno è stato un pò difficoltoso perchè l’allenatore è stato cambiato a stagione iniziata, dovevamo essere la squadra da battere e invece non è stato così, non abbiamo purtroppo ottenuto risultati.

 

Arrivi a Modena, neo promossa in A1, nel 2010, dove rimani fino a gennaio 2013 e in seguito al fallimento della società termini la stagione a Soverato in A2.

 Si, qui ritrovo compagne come Taismary Aguero, Paola Croce, Simona Rinieri, Anja Spasojevic e Maja Ognjenovic…

Modena è una piazza molto difficile, tutti vivono e sanno di pallavolo e le aspettative sono sempre molto alte, c’era molta pressione intorno alla squadra che non ci ha permesso di lavorare tranquillamente purtroppo.

Poi sai con la tradizione della squadra maschile, tutti andavano a vedere loro, da noi c’era sempre poco pubblico… io mi son trovata bene come società devo dire, solo i risultati non sono arrivati.

 

 L’anno dopo sei a Forlì in A1 e a metà annata ritorni a Modena in una nuova società.

Dopo tutto questo girovagare ritorni a Bergamo dal 2014 al 2018, dove nella stagione 2015/2016 vinci la Coppa Italia ancora da Capitano…

 Torno a Bergamo…una chiamata inaspettata, ho accettato subito!

perchè sai il tempo passa, le cose si sistemano, io non avevo più nessun rancore…

 

L’ hai trovata cambiata Bergamo dopo 7 anni?

Si tanto, da molti punti di vista! Io ho vissuto una Bergamo molto più rigida e quando sono tornata ho trovato un grosso cambiamento, inevitabile perchè le cose cambiano, il mondo cambia e la pallavolo anche…ma tanta “leggerezza” all’inizio facevo fatica a sopportarla insieme ad altre della mia età… poi ti adatti.

Purtroppo anche la crisi ha colpito il mondo dello sport, in modo particolare la pallavolo perciò ci si  è  trovati con delle carenze per le quali non potevi farci niente, ma è stato così a tutti i livelli dalla serie A alla prima divisione sia maschile che femminile e di conseguenza anche il livello tecnico è calato, è tutto un concatenarsi di eventi proprio.

Si l’ ultima vittoria…

Abbiamo vinto la Coppa Italia 3-0 contro Piacenza, ci allenava Stefano Lavarini e in campo erano tornate Leo Lo Bianco e Katarina Barun, poi c’erano Paola Cardullo, Miriam Sylla,  Alessia Gennari, Celeste Plak  tra le altre.

 

Paola, qui si è chiuso il cerchio?

E’ il finale perfetto per te?

 Si, il mio sogno era di finire la mia carriera a Bergamo e così è stato, era quello che volevo!

Sarei andata avanti ancora qualche anno ma un pò l’età e un pò il cambio di vita che era inevitabile, ho preferito fermarmi.

Un sogno nel cassetto che però non si è avverato purtroppo è quello dell’altra mia grande passione, quella del beachvolley!

Dopo il 2006 circa… avevo in progetto di fare coppia con Darina Mifkova che poi si fece male e non sono riuscita a farlo seriamente e poi con Francesca Giogoli ma avevo male al tendine d’achille e non se ne fece nulla.

Quindi ho detto “Non s’ha da fare proprio” ….ridiamo!

 

Le dico…

“Atlete come te servono molto nelle squadre d’oggi, con la tua esperienza per fare da guida alle giovani…tante società non comprendono la fortuna di avere atlete così in squadra, patrimonio dell’Italia non solo della pallavolo ma dello sport tutto!

Ma non fa niente hai comunque la possibilità di fare questo con i tuoi nuovi progetti.

 

Complimenti per la tua straordinaria carriera, grazie per ciò che ci hai trasmesso… la grinta, il coraggio e la voglia di non mollare mai!

In bocca al lupo per tutto!

 

Grazie Capitano! “

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Cinzia Avogadro

The author Cinzia Avogadro

Ciao, sono Cinzia, ho 41 anni e vivo a Solferino. La mia passione è lo sport ma ho un rapporto speciale con la Pallavolo... Quando ero bambina volevo solo avere tra le mani la mia tanto amata palla che mi portava in un posto magico! Lo Sport...la Pallavolo mi ha salvata e per questo avrò per sempre un rapporto particolare con Lei...My Love, My Heart, My Best Friend. Perché io Amo questo Sport e tutto quello che ci sta intorno, amo le palestre, i palazzetti, gli allenamenti, le trasferte, le partite, le vittorie e le sconfitte (forse quelle un po' meno) Amo i bambini che alleno ai quali spero di trasmettere la stessa passione e la stessa tenacia che con gli anni mi sono costruita. È stata dura smettere di giocare, anche se in realtà nella mia testa io gioco ancora, dopo quasi 30 anni di Volley, ma non lascerò mai questo ambiente perchè per me è il più bello del mondo e fare parte di una squadra e di un gruppo ti fa stare bene, è una cosa fantastica, un senso di appartenenza che insegna tanto...è per questo che spero sempre che tanti bambini facciano Sport...perchè aiuta anche a Vivere! Non smetterò mai di dirlo...Fate fare Sport ai vostri bambini!

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